lunedì, 17 marzo 2008, ore 17:50

Non mi piace parlare di politica, ma queste parole tratte dal blog del sen. Luigi Bobba mi hanno colpito, riporto testualmente.

Dichiarazioni
IL MINISTRO FIORONI CONSIGLI AGLI STUDENTI RIFIUTATI DA VENEZIA DI VENIRE A VERCELLI” .

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“Rivolgo un invito al Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni affinché suggerisca agli studenti, che il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari preferirebbe non ospitare più nella sua città, di scegliere Vercelli (tra le 30 principali città d’arte italiane) come meta per le proprie gite scolastiche. Potrebbe essere un’ottima occasione per scoprire un’Italia minore. Quell’Italia di piccole città e paesi che possono offrire al turista inaspettate sorprese. Sono sicuro che gli studenti invitati a “dimenticare Venezia” apprezzerebbero i monumenti storici di Vercelli (prima fra tutti la ducentesca Basilica di S. Andrea), i suoi musei e le sue pinacoteche (come quella ospitata dal Museo Civico Francesco Borgogna, seconda per importanza solo a quella Sabauda), le prestigiose mostre temporanee ospitate nell’Arca (la Chiesa di San Marco), la suggestiva Piazza Cavour, ma anche i luoghi del riso, come le cascine rese celebri dal film ‘Riso amaro’. Senza dimenticare la panissa, fiore all’occhiello della nostra enogastronomia”.

eSseLle
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giovedì, 13 marzo 2008, ore 18:22

... si, mi ero illusa che le cose, dopo anni, cominciassero a girare per il meglio, e invece no, sono di nuovo catapultata in quel buco nero che mi ha inghiottito per tanti anni e credevo, forse speravo, mi avesse definitivamente sputato fuori!
Raramente scrivo cose personali su questo blog, ma stasera sento il bisogno di sfogarmi e forse non c'è niente di meglio di una pagina bianca e la testa da svuotare!
Alla soglia dei 28 anni mi sento soddisfattta della mia vita, ho studiato tanto, ho avuto la fortuna di trovare un lavoro che mi piace, ho trovato una persona speciale e allora vi chiederete: "cosa c'è che non va?"
Tutto il resto, tutto ciò che non dipende da me, ma che tristemente mi fagogita, non mi fa godere di tutte le fortune che la vita mi ha concesso e mi fa sentire terribilmente impotente.
Perchè chi mi sta vicino, non sa apprezzare ciò che la vita ti offre, non sa buttarsi alle spalle ciò che non va, perchè io riesco ad accontentarmi di ciò che ho e tutto questo mi basta per non vedere o comunque sopportare meglio i lati negativi?
Non voglio dire che sono meglio degli altri, a me riesce naturale e non riesco ad accettare di soffrire per le insoddisfazioni di altri...
Basta, vi ho tediato abbastanza, ma mi sono sfogata, non che stia meglio ma sicuramente mi sono accorta di essere un'incurabile ottimista, stasera parecchio triste...
eSseLle
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venerdì, 07 marzo 2008, ore 19:57

Stavo per scrivere un pezzo, forse un po' retorico, su questa festa, su come è nata e su cosa sia diventata nella famigerata era del consumismo, sul suo presunto e originario significato e su ciò che oggi rappresenta. Quindi faccio il canonico giro su internet per raccattare un po' di informazioni e scopro una cosa che mi lascia del tutto senza parole: a quanto pare la scelta di questa data non ha nessuna base storica!!!
Abbiamo tutti sentito parlare delle 129 donne morte nella "Cotton", fabbrica della New York di inizio secolo, della loro tragica morte e del loro essere diventate simbolo della lotta per diritti femminili.
Invece niente, non mi rimane neanche questo appiglio per non essere cinica nei confronti di questa ennesima festa inutile; come scrive Vittorio Messori in Pensare la Storia, pare che questa leggenda sia stata creata dalla stampa comunista al tempo della guerra fredda...
Tutto sommato, va bene così, ho un motivo in più per non apprezzare una serata in cui le donne, per manifestare la loro emancipazione, urlano come indemoniate davanti ad un perizzoma maschile leopardato e per credere ancora più fortemente, in tutte quelle donne che ogni giorno, in varie parti del mondo, mettono a repentaglio la loro vita per avere la stessa dignità degli uomini!

eSseLle